Ero tranquillo, sapevo che richiesta per questo spettacolo era relativamente semplice.
Poi la discussione è scivolata verso colline scoscese, su pendii troppo ripidi e la mia tranquillità sublimò in terrore. Grossomodo la discussione avvenne in questi termini:
Committente: “l’attrice in scena deve saltare una corda”
io: “Beh dai è facile, forniamole una corda?”
Committente “si ma si deve vedere bene al buio”
io: “d’accordo facciamola bianca” (La mia tranquillità cominciava a vacillare sentivo una goccia di sudore stillare dalla mia fronte)
Committente “no è banale”
io: “Banale? ma è una corda per saltare, che c’è di speciale in una corda. Una corda è una corda a meno che….”
Committente “Esatto la voglio luminosa…. ma non deve essere accesa e basta deve illuminarsi”
io “Intendi dire tipo le luci di natale?”
Committente “Ma che dici, è un oggetto artistico! scenico! non deve lampeggiare ho detto illuminarsi! ILLUMINARSI!! ah si poi lo deve fare radiocomandata ed ovviamente deve essere a batteria non possiamo permetterci di portare dei cavi sul palco”
Io “E scommetto tutto controllato dalla postazione di regia, ignorando i disturbi elettromagnetici del caso. Il segnale deve volare sopra la testa di centinaia di persone con cellulari accesi, bluetooth accesi, bimbi accesi che urlano prima dell’apertura del sipario, signori con gli occhiali sul naso che leggono il foglio di sala con gli apparecchi acustici e qualsiasi altra diavoleria elettronica in funzione ” (ok forse i bambini non sono una diavoleria elettronica in funzione ma disturbano lo stesso quando sono accesi)
Committente “proprio cosi..” (oramai ero nel panico, persino la goccia di sudore che oramai scendeva vistosa sul viso aveva a sua volta una goccia di sudore)
io: “hai presente che in aereo fanno spegnere i cellulari? lo fanno perchè tanti dispositivi elettronici insieme potrebbero creare disturbi fatali ai sistemi di volo!
Mi stai chiedendo qualcosa che sia più immune ai disturbi dei sistemi elettronici di un aereo?” (che per inciso resistono anche se colpiti da un fulmine n.d.r)
Il committente mi guarda…
si siede lentamente senza staccarmi gli occhi di dosso ed il resto lo lasciamo a Leonardo Di Caprio che è più espressivo
Doveva essere una Corda per saltare, si è trasformata in una delle più assurde sfide mai poste.
Dovete sapere che nei teatri vige una regola immutabile. Qualsiasi cosa deve funzionare via cavo, se i dati non passano via cavo nel momento in cui qualcosa non va i tecnici semplicemente fanno spallucce mormorando “beh, te lo avevo detto”
E tanti saluti. Il protocollo che trasporta infornazioni su cosa si deve accendere come e quando si chiama DMX. Un unico cavo che collega tutti i dispositivi a cascata attraversandoli. Ogni dispositivo ha un indirizzo, il cavo dati trasporta queste informazioni.
C’è un motivo poi cui il cavo è… un cavo!
Perchè anche nelle più avverse condizioni ambientali il cavo, a meno che non venga reciso, funziona.
SEMPRE
Qui la richiesta era di sovvertire l’ordine naturale di ogni teatro. Un sistema resistente ai disturbi elettromagnetici in grado di trasportare segnali di complessità programmabile in uno dei luoghi più avversi in assoluto per fare questo genere di operazioni.
Ed il tutto doveva funzionare COME se fosse un cavo
E poi ci sono io che non riesco a dire di no ad una sfida improbabile.
1) resistenza meccanica
Il primo problema era trovare uno stripe led facente funzione di corda sufficientemente resistente da essere maltrattato senza rompersi. Dopo prove e test infiniti mi sono reso conto che una striscia di led simile NON ESISTE. Quindi se non c’è, va costriuta!
Mio malgrado scoprii che una “normale” striscia di led funziona per una dozzina di salti ma poi gli urti ripetuti con il terreno e la tensione soprattutto al livello delle mani danneggiano le piste flessibili del circuito rendendo la corda semplicemente accesa a metà nel migliore dei casi
Quindi la prima sfida è stata quella di rendere resistente ad urti e trazione una striscia di led commerciale. Dopo innumerevoli tentativi e varie strategie per rinforzare i delicati COB led sono riuscito nell’intento.
Ora la striscia era sufficientemente resistente da poter impattare a terra e non strapparsi
2) alimentazione
Non disponendo di un alimentatore per led comemerciale non è stato possibile fare altro che ri-progettarlo da zero ma invece che tenere tutto attaccato alla 220V di casa mi sono dovuto inventare un sistema che adattasse la tensione di una normale batteria li-ion in modo da renderla utilizzabile dai led.
3) Pilotaggio avanzato della luce
i led che compongono la corda non dovevano semplicemente essere accesi o spenti. Sarebbe stato banale mettere un relais. La corda doveva pulsare, illuminarsi. Non doveva essere una lucina di natale ma doveva dare spettacolo, profondità, amplificare il movimento del salto essere un VERO oggetto di scena.
Il committente è una VERA compagnia professionale quindi la “presenza scenica” del dispositivo non è da mettere in secondo luogo rispetto al suo livello tecnologico. Devono andare insieme. L’abito inevitabilmente fa il monaco!
Mi permetto un piccolo sfogo:
Ho visto molti altri “artisti” lavorare con la luce. Questi “visionari” vengono chiamati a esporre in mezza italia, pilotano le luci usando dei dispositivi meccanici pilotati da servomotori che fisicamente ruotano delle manopole.
Lo riscrivo in modo diverso per far detonare meglio il concetto nella mente
C’è un motore
Che gira una manopola
Che fa cambiare intensità alla luce
(che al mercato mio padre comprò)
L’esempio più prossimo è mettere vostra nonna seduta su una sedia a dondolo in sala che sposta su e giù il reostato della abatjour facendola aumentare e diminuire di intensità. Se vi puzza di polvere, vecchi mercatini dell’antiquariato, plastica ingiallita ed anni 80 che si intensificano è esattamente così!
Ma torniamo al 2025. Il sistema non solo doveva essere tecnologicamente avanzato, ma doveva essere silenzioso, con una gestione istantanea del cambio di luce e un occhio al consumo energetico: infatti la corda doveva poter funzionare in vari momenti durante tutto lo spettacolo.
Ed anche questo sistema è stato ridisegnato da zero.
4) comunicazione
La vera sfida, la parte più complessa.
Creare un sistema di comunicazione di fatto migliore di quello di un aereo. Insensibile ai disturbi elettromagnetici affidabile utilizzabile su sitemi a microcontrollore con un raggio di azione superiore ai 50 metri.
Sfortunatamente in questa sede non posso darvi molte informazioni in più. Il protocollo è stato chiamato Mirai ERP (Error Robust Protocol) e fa DAVVERO quello per cui è stato progettato.
Lo abbiamo utilizzato in altri progetti implementandolo in altri oggetti scenici ed inevitabilmente in altri spettacoli. E’ in grado di comunicare letteralmente con qualsiasi cosa
La sua latenza (ovvero il ritardo con cui un messaggio viene creato e ricevuto ) è di appena qualche millisecondo.
prima avevo parlato del protocollo sacro DMX che guai a parlarne male.
Unpopular opinion: DMX FA SCHIFO.
Ecco una tabella comparativa tra dmx e il mio prototocollo Mirai ERP
| Voce | DMX512 | Mirai ERP |
|---|---|---|
| Mezzo | Seriale cablato (una normale comunicazione seriale su cavi intrecciati) | Wireless proprietario Mirai |
| Velocità di linea / bitrate | 250 kbit/s | 1000/2000 kbit/s (in base alle condizioni significa dalle 4 alle 8 volte più veloce su singolo device) (qui si possono usare più device simultaneamente però) |
| Payload max per pacchetto | 1 byte per canale, fino a 512 canali per singolo comando | Tipico: 250 byte per canale con numero di canali però virtualmente illimitato (cioè 250 volte superiore su un solo canale) |
| Massimo "canali" / dimensione frame | 512 slot (byte) standard per frame | Nessun limite "canali" definito dal protocollo: si inviano payload applicativi. Scalabilità garantita |
| Latenza | alta ma prevedibile (timing definito dallo standard) | Estremamente bassa ma non realtime |
| Topologia | cavo che entra e esce dai device a cascata | Peer-to-peer wireless può comunicare con un unico comando centiaia di dispositivi |
| Vantaggi principali | Determinismo, semplicità | Maggiore velocità, flessibilità wireless, basso overhead |
| Limiti principali | Banda limitata (250 kbps), cablaggio necessario | meno deterministico ma chi usa dmx spesso nemmeno sa cosa si intenda per determinismo di un protocollo |
| Quando scegliere | Se non hai opzioni | Se lavori nel 2025 |