CORDA LUMINOSA + Mirai ERP

Tutto nasce da una richiesta apparentemente semplice: creare una corda da salto luminosa per uno spettacolo teatrale.
In realtà, dietro quella che sembrava un’idea semplice si nascondeva una sfida tecnica notevole:
il dispositivo doveva:

  • essere ben visibile anche al buio ma senza dare fastidio alla visione del pubblico
  • illuminarsi in modo dinamico
  • funzionare senza cavi
  •  essere controllato in tempo reale dalla regia

Il contesto teatrale non ammette errori. Una scena non può aspettare che un segnale arrivi, che un comando venga ripetuto o che un LED si riaccenda. Tutto deve funzionare al primo colpo.
Il sistema doveva quindi unire mobilità, robustezza e affidabilità, tre caratteristiche raramente conciliabili in un singolo oggetto elettronico.

La prima fase è stata quella più sperimentale. Le classiche strisce LED da illuminazione non sono progettate per un uso dinamico. Sono pensate per venire installate sui muri e lasciate li. Pertanto le strisce led “classiche” si rompono dopo pochi impatti o qualche piegamento. Solamente lo shock di un allestimento / disallestimento era qualcosa da non sottovalutare. 

Sono stato costretto a ricostruire il concetto di striscia led. Ho rinforzando i circuiti, ridisegnato alcuni collegamenti e creato appositamente un’elettronica di alimentazione interna basata su batterie ricaricabili, capace di fornire energia stabile ai LED senza appesantire la struttura. Garantendo allo stesso tempo una autonomia sufficiente ed ho aggiunto un drive PWM per poter pilotare a piacimento la luminosità della striscia anche a runtime

PROTOCOLLO DI COMUNICAZIONE MIRAI ERP 

Il vero salto qualitativo è avvenuto sul piano della comunicazione dati.
Il controllo luminoso non poteva affidarsi a un semplice segnale DMX ne ad un protocollo commerciale perchè non ne esistono con quelle specifiche caratteristiche:  il DMX classico necessita di cavi e questo era inconciliabile con le necessità sceniche mentre Art-Net anche se potenzialmente funziona con il classico wireless introduce più criticità che risposte.

Art-Net è un sistema “moderno” in grado di trasmettere i vecchi controlli DMX su protocollo UDP.
Ma ha un punto debole ed è il fatto che nel modello iso-osi il protocollo UDP sui cui art-net si appoggia si trova addirittura a livello 4.


Per i non addetti ai lavori questo significa che per funzionare necessita di una rete perfettamente configurata composta di access point, configurazioni ip per ogni dispositivo magari un server dhcp per far collegare computer. 
In un teatro non è immaginabile portare i propri router o configurare gli access point  per creare una rete wifi. Inoltre c’è il problema della raggiungibilità dei dispositivi e dei disturbi. Tanto più qualcosa è comlesso tanto più è elicato

Il fatto che funzioni senza fili non è garanzia di affidabilità 
Art-Net è l’emblema di questo dramma.

Da questa esigenza è nato il Mirai ERP (Error Robust Protocol), un protocollo proprietario che non necessita di una rete preesistente. Il protocollo e i sistemi di trasmissione sono svincolati da qualsiasi router, switch o access point è progettato per mantenere una comunicazione stabile anche in ambienti affollati di segnali radio, come i teatri moderni. I dispositivi che utilizzano Mirai ERP semplicemente si accendono e iniziano a scambiarsi dati in modo automatico. Nessun access point, nessuno switch, nessuna configurazione.
Se qualcosa funziona non richiede un tecnico. Non serve un meccanico per accendere la macchina dopotutto 

Inoltre Mirai ERP è pensato per funzionare con bassa latenza, (parliamo di una manciata di millisecondi) offrendo una banda utile molto superiore al DMX standard e una trasmissione resiliente ai disturbi

È inoltre scalabile e supporta sia configurazioni peer-to-peer che one-to-many BIDIREZIONALI,  Si possono collegare più oggetti scenici in rete senza un’infrastruttura ed avere la telemetria di quegli oggetti in tempo reale. 

monitoraggio asicrono di 3 dispositivi
Montor di 3 dispositivi simultanei durante un evento

Il risultato finale è una corda LED da salto completamente autonoma, capace di reagire a comandi remoti, di modulare la luce con precisione e di resistere all’uso scenico intenso.

Il protocollo sviluppato per farla funzionare è diventato in seguito una piattaforma di comunicazione utilizzata in moltissimi altri progetti: installazioni luminose, dispositivi interattivi e applicazioni performative dove la combinazione di mobilità e sincronizzazione è essenziale.

Ciò che era nato come una richiesta si è trasformata in un piccolo ecosistema tecnologico, un ponte che lega visione e realtà

E l’effetto scenico beh, potete vederlo da voi nelle foto qui sotto… 
Tendo a precisare che queste incredibili immagini non sono generate con la AI. 

Ovviamente anche l’impugnatura della corda è stata progettata in ogni dettaglio in modo da garantire una presa sicura ed ergonomica.